Le Meraviglie della Namibia







Un itinerario avvincente alla scoperta di una delle terre più stupefacenti del nostro Pianeta, apprezzerete la bellezza della Namibia con uno spirito da veri esploratori e con un livello di comfort che saprà sorprendervi piacevolmente. Solo con questo itinerario potrete esplorare da Est ad Ovest il magnifico Parco Etosha, uno dei Santuari della Natura più incredibili del continente africano. L'esperienza del campo tendato nella regione del Damaraland, una delle più belle da un punto di vista paesaggistico della Namibia, arricchisce il viaggio e lo rende unico nel suo genere.

Itinerario Giornaliero

1° giorno

Italia / Windhoek
Partenza dalla città prescelta per Windhoek con voli di linea, via scalo internazionale con pasti e pernottamento a bordo.
 
 

2° giorno

Windhoek / Omaruru area 190
All'arrivo a Windhoek, disbrigo delle formalità d'ingresso ed incontro con la nostra guida locale di lingua italiana. Si parte alla volta della regione centrale della Namibia con pranzo lungo il percorso. Arrivo nel pomeriggio inoltrato a destinazione e sistemazione al lodge. Cena e pernottamento.
CATEGORIA SISTEMAZIONE TRATTAMENTO
Standard Ozongwindi Lodge Pranzo e cena
Central Namibia
 

3° giorno

Omaruru / Meteorite di Hoba / Etosha (zona Est) 550
Prima colazione e partenza alla volta del rinomato Parco Etosha, nel suo settore orientale. Lungo il percorso effettueremo una deviazione per andare ad ammirare il grande meteorite di Hoba con pranzo in corso d'escursione. Nel pomeriggio, tempo permettendo, effettuiamo un primo safari all'interno del Parco Etosha per iniziare ad apprezzare l'incredibile paesaggio e soprattutto iniziare ad ammirare i grandi mammiferi africani. Cena e pernottamento al lodge.

Metorite di Hoba
In questo paese troviamo molteplici testimonianze di meteoriti precipitati sulla terra. La vera attrazione, tuttavia, si trova presso la fattoria di Hoba. Solo qui è possibile ammirare il più grande corpo celeste caduto sul nostro pianeta. Si stima che l'impatto avvenne circa 80.000 anni fa e le sue dimensioni corrispondono a 2.95 metri x 2.84 metri con un peso di 60 tonnellate. Stranamente, intorno al luogo del ritrovamento, non è stato riscontrato alcun cratere dovuto all'impatto, probabilmente dovuto al rallentamento subito dal meteorite all'ingresso dell'atmosfera terrestre e ad un probabile impatto su un'area allora lacustre. In realtà all'epoca del suo ritrovamento, nel 1920, da parte del proprietario di questa stessa fattoria, il peso del meteorite di Hoba doveva essere di ben 6 tonnellate in più che sono andate perse a causa dell'erosione ma soprattutto a causa di atti di vandalismo. Oggi è assolutamente vietato portar via pezzi di questo corpo celeste come souvenir.
CATEGORIA SISTEMAZIONE TRATTAMENTO
Standard Mokuti Lodge o similare Pensione completa
Meteorite Hoba
 

4° giorno

Parco Etosha da Est a Sud 200
Entusiasmante giornata all'interno del Parco Etosha. Il trasferimento dal settore orientale a quello meridionale del Parco sarà di fatto una emozionante giornata di safari alla ricerca dei tanti animali presenti in questo parco. L'alta densità di mammiferi africani qui osservabili e gli incredibili scenari che fanno da contorno, rendono il Parco Etosha uno dei più belli del continente africano. Arrivo al nostro lodge per il tramonto. Pernottamento.

Etosha National Park
L’Etosha National Park è il primo parco fondato in Namibia nel 1907 e sicuramente uno dei migliori luoghi al mondo per osservare gli animali. Il suo nome significa “grande luogo bianco asciutto”, anche conosciuto come “la terra delle acque asciutte” e deriva dalla vasta depressione salina dalle sfumature bianche e verdastre chiamata Etosha Pan. Ma sono le foreste e le praterie circostanti a costituire un habitat tanto favorevole alla fauna del parco. L’Etosha National Park occupa una superficie di oltre 20 000 kmq, dove vivono 114 specie di mammiferi, 340 di uccelli, sedici di rettili e anfibi e un’innumerevole varietà d’insetti.

Geologia
L’Etosha Pan è un vastissimo deserto salino pianeggiante che per pochi giorni l’anno, per via delle piogge, si trasforma in una laguna poco profonda popolata da fenicotteri e pellicani bianchi. Quando si formò, dodici milioni di anni fa, era una depressione poco profonda alimentata dalle acque del fiume Kunene, ma i mutamenti climatici e tettonici verificatisi nel corso dei secoli hanno fatto abbassare il livello dell’acqua e creato questa depressione salina che ora si riempie d’acqua solo sporadicamente. Quando le precipitazioni sono abbondanti, essa è alimentata da fiumi effimeri detti oshanas e omiramba che sono valli fluviali fossili i cui corsi d’acqua scorrono talvolta sotto terra. 

Flora E Fauna
La pianta più diffusa a Etosha è il Mopane, che circonda la depressione salina e costituisce circa 80% dell’intera vegetazione. Secondo la stagione si possono vedere nel parco elefanti, giraffe, zebre, antilopi saltanti (springbok), alcelafi rossi, gnu, orici (gemsbok), antilopi alcine, kudu maggiori, antilopi roane, struzzi, sciacalli, iene, leoni, ghepardi e leopardi. Tra le specie in pericolo di estinzione vi sono l’impala dal muso nero e il rinoceronte nero. La densità degli animali è in relazione alla vegetazione. Nella stagione secca invernale gli animali si raggruppano intorno alle pozze d’acqua, mentre durante i caldi e piovosi mesi estivi si disperdono e trascorrono le giornate riparandosi nella boscaglia. Di pomeriggio si possono vedere gli animali che riposano sotto gli alberi. Le temperature estive possono raggiungere i 44ºC. Anche gli uccelli abbondano, i buceri dal becco giallo sono molto diffusi e a terra si possono vedere le enormi otarde di Kori.
CATEGORIA SISTEMAZIONE TRATTAMENTO
Standard Taleni Etosha Village o similare Pensione completa
Parco Nazionale Etosha
 

5° giorno

Parco Etosha Ovest / Hobatere Concession 250
Un'altra interessante giornata dedicata al safari e alla scoperta di questo immenso parco. Oggi si esplora uno dei settori meno frequentati dal turismo di massa: l'area occidentale dell'Etosha. Probabilmente qui gli animali potrebbero essere un po' più schivi, non essendo abituati ancora alla presenza umana, ma senza dubbio avrete la netta sensazione di vivere un'emozione da veri esploratori africani.
CATEGORIA SISTEMAZIONE TRATTAMENTO
Standard Hobatere Lodge o similare Pensione completa
Hobatere
 

6° giorno

Hobatere / Villaggio Himba / Foresta Pietrificata / Damaraland 360
Prima colazione e partenza verso la Regione del Damaraland. Percorriamo oggi strade altamente panoramiche. Lungo il tragitto si sosta presso un villaggio Himba, senza dubbio una delle etnie più belle del continente africano. Purtroppo, come spesso accade, i frequenti contatti con i turisti hanno tolto un po' di autenticità a questa visita ma rimane pur sempre un'occasione unica per apprendere usi e consumi di questa bella e fiera popolazione. Di seguito visitiamo anche la Foresta Pietrificata di notevole interesse geologico. Arrivo nel pomeriggio presso il campo tendato mobile montato dall'organizzazione presso un'area esclusiva e di grande suggestione all'intenro della Sorris Sorris Conservancy su di una terrazza che domina dall'alto tutto il letto del fiume Ugab. Le tende, dalle dimensioni generose, sono attrezzate per farVi vivere nei prossimi due giorni un'esperienza autenticamente africana senza però dover rinunciare al comfort. I servizi privati sono annessi con acqua calda e fredda e WC. Consigliamo durante i mesi invernali di predisporre il giusto bagaglio perchè durante le ore notturne si raggiungono temperature anche rigide. Alla sera quando poi si accende il falò e le lanterne brillano tutto intorno, avrete la netta sensazione di vivere momenti assolutamente speciali ed indimenticabili.

Himba
Tra il XVI e il XVII secolo gli Herero, un popolo bantu dedito alla pastorizia, entrarono in Namibia provenienti dall’Angola e si stabilirono con le loro mandrie in quest’area rimanendovi per circa 200 anni. Dopo questo periodo, probabilmente a causa del sovrappopolamento dovuto alle varie ondate di immigrazione, la maggior parte di loro si mosse verso sud alla ricerca di pascoli più idonei e si disperse in tutta la parte centro settentrionale del paese dando vita a innumerevoli scontri con il popolo dei Nama, anch’essi allevatori e alla ricerca di pascoli. Nel XIX secolo a seguito di un’epidemia di peste bovina e delle vessazioni subite dai Nama Swartbooi, gli Herero rimasti in Kaokoland si trovarono costretti, per non morire di fame, a ripassare il confine con l’Angola e chiedere aiuto alla tribù locale degli Ngwambwe. Questi li ribattezzarono Himba, che nella loro lingua significa “coloro che chiedono l’elemosina”. Gli Himba rimasero in Angola per oltre un lustro, fino a quando un Herero di nome Vita, che accompagnava una spedizione scientifica, li trovò e decise di aiutarli. Dopo averli organizzati militarmente si mise a servizio del governo portoghese in Angola per combattere i ribelli, in cambio di armi e bestiame. Finalmente nel 1916, Vita e gli Himba furono in grado di attraversare il fiume Kunene, sconfissero i Nama e poterono ritornare a vivere nelle loro terre. Nel frattempo l’opera missionaria compiva quasi un secolo e il popolo Herero era stato convertito al Cristianesimo e aveva cambiato molte delle sue tradizioni; le differenze fra coloro che fino a cent’anni prima erano stati un solo popolo, erano ora insormontabili e i due popoli pur parlando la stessa lingua non si riunirono più, gli Herero continuarono nel loro percorso di modernizzazione, mentre gli Himba mantennero il nome adottivo e rifiutarono ogni tipo di influenza esterna per vivere secondo la loro cultura e tradizione. 
La società Himba si può definire un sistema teocratico dove il capo villaggio è anche il capo spirituale e l’amministrazione del villaggio (kraal) segue le regole religiose-tradizionali. La base della società Himba è la famiglia, spesso allargata agli zii e ai cugini, il termine villaggio è in realtà improprio, in quanto gli abitanti del kraal sono tutti parenti. Per questa ragione i rapporti fra i vari villaggi sono sempre numerosi e amichevoli per ragioni di matrimonio e d’affari. La loro religione si basa sul culto degli antenati: gli Himba ritengono che le anime dei morti abbiano poteri soprannaturali e siano il tramite tra i viventi e Dio, che chiamano Mukuru. Da qui deriva la necessità di mantenere buoni rapporti con le anime dei defunti seguendo e rispettando le tradizioni e chiedendo la loro benedizione attraverso il fuoco sacro detto Okuruwo. Questo è generalmente un unico ceppo ardente il cui mantenimento continuo è a cura del capo tribù e della sua prima moglie; durante le cerimonie sarà al fuoco sacro che il capo villaggio chiederà la benedizione degli antenati. L’economia degli Himba si basa quasi esclusivamente sull’allevamento del bestiame, essi sono pastori semi-nomadi e allevano principalmente mucche e capre. La loro dieta consiste quasi esclusivamente di latte cagliato (Omahere) e carne, principalmente di capra, le mucche infatti sono il loro patrimonio e vengono macellate solo per eventi importanti. Sono anche soliti barattare capre e manufatti per avere in cambio mais, zucchero ed oggetti d’ornamento personale.
Le donne himba sono famose per il colore rosso della loro pelle che ungono con una crema ottenuta da burro e polvere d’ocra. Questo trattamento viene utilizzato per proteggere la pelle dal sole, dagli insetti e per assorbire il sudore e la polvere, (tutte le mattine l’ocra viene tolta e rimessa), e naturalmente come trattamento di bellezza. Gli Himba sono famosi anche per le loro acconciature chiamate erembe: i capelli delle donne vengono intrecciati con dell’extension di fibra di palma o crine di cavallo e le treccine così ottenute vengono avvolte da un tubicino di sottile pelle di capra che viene poi unta con l’ocra.

Petrified Forest
La Foresta Pietrificata, a 40 km a ovest di Khorixas, è una zona di veld aperto e cosparso di tronchi pietrificati che arrivano a misurare 31 m di lunghezza e sei di circonferenza. Si calcola che abbiano all’incirca 260 milioni di anni. Gli alberi appartengono al gruppo delle Gimnosperme, lo stesso delle conifere, cicadacee e welwitschie. Poiché non vi sono resti di radici né di rami, si ritiene che i tronchi siano stai trasportati da un’alluvione. Vi sono una cinquantina di alberi, alcuni ancora parzialmente sepolti, perfettamente pietrificati dalla silice con tanto di corteccia e anelli. Nel 1950 il luogo fu dichiarato monumento nazionale.
CATEGORIA SISTEMAZIONE TRATTAMENTO
Standard NT&T Mobile Tented Camp Pensione completa
Himba
 

7° giorno

Twyfelfontein / Montagna Bruciata / Canne d'Organo / Elefanti del Deserto 150
Bella giornata tra natura e cultura alla scoperta di questa regione rinomata soprattutto per il suo straordinario sito Patrimonio dell’Unesco di Twyfelfontein ove antiche incisioni rupestri, risalenti al Paleolitico, hanno dato vita ad uno dei musei all’aperto di maggior interesse al mondo. Visiteremo anche la montagna bruciata e le singolari "canne d'organo". Ma questa è anche la regione dei famosi elefanti del deserto che si sono saputi adattare ad un clima a dir poco ostile. Con un po' di fortuna tenteremo di avvistarli soprattutto nei pressi dei letti dei fiumi che qui per gran parte dell'anno rimangono asciutti. Oggi senza dubbio si potrà godere dei panorami unici di una delle zone più belle ed affascinanti della Namibia.

Damaraland
Nel Namib settentrionale, le sporadiche sorgenti e i fiumi effimeri creano strisce verdi e umide in cui vivono animali selvatici, uomini e bestiame. Procedendo verso l’interno dalle dune e dalle pianure della spoglia Skeleton Coast, il terreno s’innalza gradualmente generando prima alcune selvagge montagne desertiche, poi gli altopiani dalla vegetazione a macchia della Namibia Centrale. Questa è la zona denominata Damaraland il cui nome deriva dell’etnia dei Damara. I suoi grandi spazi sono una delle ultime aree faunistiche non ufficiali dell’Africa, dove si possono ancora vedere gli animali vagare liberamente al di fuori dei parchi e delle riserve protette. Il Damaraland offre anche molte bellezze naturali tra cui il massiccio del Brandberg che culmina con la vetta più alta della Namibia – il Konigstein, alto 2573 m. Insieme a Twyfelfontein e allo Spitzkoppe, il Brandberg custodisce siti preistorici con alcune delle pitture e incisioni rupestri più belle del continente.

Twyfelfontein
la zona più conosciuta del Damaraland è la zona di Twyfelfontein. I Damara, che un tempo vivevano in questa zona, la denominarono Uri-Ais o “fontana saltante” dalla sua sorgente di acqua fresca. Nel 1947 il nome è stato cambiato in Twyfelfontein – che significa “fontana dubbiosa”, dal primo colono bianco, che riteneva che la sorgente fosse troppo debole per essere un valido supporto per l’allevamento del bestiame. Nel 1952 la zona è stata dichiarata monumento nazionale per i suoi tesori artistici. Twyfelfontein è conosciuta per l’abbondanza di graffiti e pitture rupestri situate in una valle di arenaria rossa. Si crede che i graffiti risalgano a circa 6000 anni fa. In totale vi sono oltre 2500 graffiti divisi in sei categorie o fasi, fino al XIX secolo. La maggior parte dei graffiti rappresenta animali e le loro orme, con rare rappresentazioni di uomini rispetto alle migliaia d’immagini presenti. Le pitture e le incisioni rupestri hanno un’origine incerta e le ipotesi sulle loro origini abbondano. Purtroppo non esiste un modo affidabile di datarle senza distruggerle. Si può dedurre che gli artisti fossero nomadi che vivevano di caccia e di raccolta e che non conoscessero l’agricoltura né la ceramica. La maggior parte delle pitture rupestri riflette il rapporto tra gli esseri umani e la natura. Alcune sono rappresentazioni stilizzate, ma nella maggior parte dei casi riproducono fedelmente e con grande abilità le persone e gli animali della regione. I temi ricorrenti comprendono il ruolo delle donne e degli uomini, battute di caccia e pratiche di medicina naturale. Le pitture si possono raggruppare in tre periodi distinti: le più antiche sembrano riflettere un periodo di nomadismo durante il quale le popolazioni si dedicavano prevalentemente alla caccia. Le opere successive, che rivelano un netto miglioramento artistico, suggeriscono pacifiche incursioni di gruppi provenienti da altre zone, forse San o Khoi-Khoi. L’ultimo stadio indica un impoverimento dell’espressione artistica dovuto forse a una perdita d’interesse verso il genere. Le tonalità del rosso si ottenevano principalmente macinando ossidi di ferro e aggiungendo a questa polvere un po’ di grasso animale per formare una pasta adesiva. I pigmenti bianchi erano ricavati dalla silice, dal quarzo in polvere e dalle argille bianche ed erano per natura meno adesivi di quelli rossi. Gli artisti applicavano i colori alla roccia usando le dita, bastoncini e pennelli ricavati con peli d’animali. L’arte rupestre ha la particolarità di essere ammirata nel luogo della sua creazione. L’osservatore attento potrà dunque farsi un’idea dell’ambiente che ha ispirato i dipinti.
CATEGORIA SISTEMAZIONE TRATTAMENTO
Standard NT&T Mobile Tented Camp Pensione completa
Twyfelfontein
 

8° giorno

Damaraland / Cape Cross / Swakopmund 480
Partenza per la mitica costa atlantica namibiana da molti chiamata anche "Skeleton Coast". Visita alla colonia di foche di Cape Cross ed al sito dove Diego Cao sbarcò nel 1486. Pranzo e proseguimento per Swakopmund e visita orientativa della città. Data l’ampia offerta dei ristoranti di Swakopmund la cena sarà libera e a discrezione dei partecipanti.

Cape Cross Seal Reserve
Cape Cross è famoso soprattutto per la riserva popolata da migliaia di otarie del capo. Nel 1486 l’esploratore portoghese Diego Cao, primo europeo a mettere piede in Namibia, giunse a Cape Cross e piantò una croce (Padrao) alta 2 m e pesante 360 kg in onore di Giovanni II, re di Portogallo. La croce rimase al suo posto fino al 1893, quando fu rimossa e portata in Germania dalla nave Falke. L’anno seguente il kaiser Guglielmo II ordinò che ne fosse realizzata una copia recante l’iscrizione originale in latino e portoghese, con l’aggiunta di una dicitura commemorativa in tedesco. Nel punto in cui Cao in origine piantò la sua croce ora, ce n’è una seconda realizzata in dolerite ed eretta nel 1980. Sul luogo si trova anche una composizione di blocchi in cemento di forma circolare, disposti in modo da riprodurre la Croce del Sud, costellazione che il navigatore portoghese seguì durante la sua spedizione. Le otarie del capo possiedono l’orecchio esterno. Sotto il grezzo pelo superficiale, le otarie hanno uno spesso strato di pelliccia che non si bagna e trattiene l’aria garantendo l’assoluto isolamento termico (il che permette loro di mantenere costante la temperatura corporea a trentasette gradi e di trascorrere lunghi periodi immersi in acque fredde).Gli esemplari maschi pesano in media 200 kg e le femmine attorno ai settantacinque, nel periodo compreso tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre partoriscono un solo cucciolo. Le madri riconoscono i loro piccoli grazie alle percezioni olfattive e ai richiami. I principali predatori sono la iena bruna e lo sciacallo della gualdrappa. Solitamente i cuccioli rimangono con la madre fino a un anno d’età. Le otarie del capo mangiano ogni giorno una quantità di cibo pari all’8% del loro peso corporeo. Ogni anno viene eseguito un abbattimento controllato delle otarie. Le pelli sono lavorate per poi rifornire il mercato europeo, la carne è spedita a Taiwan, i genitali sono esportati in oriente e il resto è utilizzato per ricavare una poltiglia proteica usata per nutrire i bovini.

Swakopmund 
Swakopmund ha un carattere particolare probabilmente dovuto alla sua storia coloniale e al fatto che non ha ospitato industrie di rilievo a parte quella turistica per la maggior parte del secolo scorso. Alte palme bordano le strade e i giardini ben tenuti contribuiscono a creare un’atmosfera da oasi. Le caffetterie all’aperto, i bar e le pasticcerie fanno furore in una cittadina costellata d’interessanti edifici di un’altra epoca.
Qui vivono numerosi artisti e, passeggiando per la città, è possibile scoprire le sue gallerie d’arte e i negozi che espongono le opere di pittori e artisti locali. Vi sono anche boutique, negozi di souvenir, negozi di pietre semipreziose, gioiellerie, supermercati, negozi di antiquariato e di tessuti, una conceria e molto altro. Swakopmund è diventato un luogo di attrazione per chi è alla ricerca di emozioni. Molti arrivano fin qui per avventurarsi sulle dune con le quad bikes, per sciare con i sand board, per fare del tandem skydiving, per volare sul deserto. Anche se Swakopmund si trova alle porte del deserto e lungo una delle coste più desolate del mondo, questi due fattori si combinano e danno a questa città unica un clima sorprendentemente temperato. 
Le temperature estive non raggiungono mai gli estremi del deserto, a pochi chilometri all’interno, ed anche gli inverni sono miti, caratterizzati occasionalmente dal caldo vento dell’est. La città prende il nome dalla sua posizione alla foce del fiume Swakop, che raramente presenta acque di superficie, ma che invece fornisce acqua sotterranea per un certo numero d’interessanti fenomeni naturali, come la Valle della Luna, la Piana delle Welwitschie e l’Oasi Goanikontes. All’estremità meridionale della città si trova una fascia di dune costiere mobili che raggiunge Walvis Bay, a trentadue chilometri. A nord di Swakopmund si trova la famosa Skeleton Coast, che, malgrado ancora evitata dalla gente di mare, rappresenta oggi un eldorado per i pescatori.
CATEGORIA SISTEMAZIONE TRATTAMENTO
Standard The Delight Hotel o similare Prima colazione e pranzo
Cape Cross Seal Reserve
 

9° giorno

Swakopmund - Sandwich Harbour 150
Un’altra giornata di incredibile interesse naturalistico. Ci si spinge infatti sino a Sandwich Harbour dove le alte dune sabbiose si gettano nell’Oceano e piscine naturali salmastre, che si vengono a creare dai moti delle maree, costituiscono un richiamo incredibile per tantissimi uccellih. Pranzo in corso d’escursione. Al termine rientro in hotel. Resto della serata a disposizione. Pernottamento.

Sandwich Harbour
La laguna di Sandwich Harbour è situata a 48 chilometri a sud di Walvis Bay, ai piedi di maestose dune color avorio ed è una spettacolare destinazione, specialmente per gli appassionati di fotografia. Molto conosciuta dai pescatori, dagli ornitologi e dagli amanti della natura, la laguna un tempo era una baia aperta, chiamata nei vecchi testi Sandfisch Haven, che con il passare degli anni è stata chiusa dalla sabbia. La zona di Sandwich ha un fascino mistico, arricchito dalla leggenda che narra che sotterrato da qualche parte nelle dune al di sopra del livello dell’alta marea, vi fosse una nave con un carico d’avorio, oro e pietre preziose. Questo tesoro è stato cercato da tanti, ma sino ad oggi nessuno ha avuto la fortuna di scoprirlo.
La laguna riceve acqua dolce dalle falde acquifere interne ed è un santuario per un gran numero d’uccelli di ripa. E’ anche un’importante zona riproduttiva per una grande varietà di pesci. La zona è accessibile solo mediante veicoli 4x4 e con un apposito permesso.
CATEGORIA SISTEMAZIONE TRATTAMENTO
Standard The Delight Hotel o similare Prima colazione e pranzo
Sandwich Harbour
 

10° giorno

Swakopmund / Deserto del Namib (Welwitschia Trail) 350
Oggi finalmente si giunge nell’antico deserto del Namib con le sue magnifiche dune rosse. Attraversando parte del settore settentrionale del Namib Naukluft Park e il Tropico del Capricorno, la giornata sarà caratterizzata da panorami di grande suggestione. Lungo il percorso ammireremo anche le famose piante Welwitschia, una delle poche specie vegetali che possono superare anche i mille anni di vita.

Valle della Luna
Attraversando il Namib-Naukluft Park, percorrendo una strada in pieno deserto, si giunge ad un punto dove potrete osservare la famosa Moon Landscape. La caratteristica fondamentale di questa zona è data dai diversi livelli di superficie terrestre che si differenziano tra loro, a causa di un fenomeno che risale a circa 450 milioni d’anni fa. La zona è facilmente riconoscibile dalla superficie un po’ nerastra, molto simile al terreno Lunare.
Piante d’Eucalipto a sorpresa crescono in questa zona e costeggiano le rive del fiume Swakop fino ad arrivare ad una fattoria di campagna che, ora non più attività, forniva la città di Swakopmund di frutta fresca e agrumi.

Welwitschie
La Welwitschia Mirabilis cresce solo nelle pianure ghiaiose del Namib settentrionale. Gli Afrikaner l’hanno ribattezzata tweeblaarkanniedood, che significa “la due foglie non può morire”, chiaro riferimento alla longevità di questa pianta. Le Welwitschie hanno saputo adattarsi molto bene al duro ambiente in cui vivono, la tesi ora accettata è che la pianta tragga i liquidi che le sono necessari per vivere soprattutto dalla condensazione della nebbia, pur ricavandone una quantità limitata dal sottosuolo. E’ stato infatti accertato che i pori delle foglie trattengono l`umidità` e che le foglie più lunghe praticamente innaffiano le radici facendo scendere le gocce sulla sabbia sottostante. Le Welwitschie in realtà hanno solo due foglie lunghe e coriacee che crescono ai due lati del fusto, simile a un tappo di sughero. Con il passare degli anni queste foglie si scuriscono sotto l’azione dei raggi del sole e vengono lacerate dal vento, dividendosi in varie strisce sfilettate. Le Welwitschie sono considerati alberi e sono imparentate con le conifere, in particolare con i pini, ma hanno alcune caratteristiche in comune anche con le piante da fiore e con i licopodi. Sono piante dioiche, ovvero si dividono in individui femminili e maschili ben distinti. Le femmine producono pigne, le quali contengono i semi. Anche i maschi hanno pigne, ma le loro sono più numerose e più piccole. Si pensa che il metodo di impollinazione avvenga grazie a grandi e appiccicosi grani di polline che vengono trasportati dal vento. Le Welwitschie crescono molto lentamente e non fioriscono prima dei 20 anni; si crede che le più grandi abbiano addirittura 2000 anni. Tale longevità probabilmente è possibile solo perché le Welwitschie contengono alcune sostanze indigeste agli animali.
CATEGORIA SISTEMAZIONE TRATTAMENTO
Standard Taleni Desert Quiver o similare Pensione completa
Welwitschia Mirabilis
 

11° giorno

Namib - Sossusvlei & Sesriem Canyon 100
Sveglia mattutina per godere della migliore luce durante l’escursione alle rinomate dune di Sossusvlei. Dopo circa 50 Km su strada asfaltata e un breve tratto in 4x4 su sabbia, si giunge finalmente nel cuore di questo antico deserto. Ci sarà del tempo a disposizione per chi vuole tentare una scalata di una duna o per una passeggiata sino alll’emozionante Deadvlei. Sulla via del ritorno sostiamo al vicino canyon di Sesriem la cui conformazione geologica svela molti misteri sulla formazione e l’evoluzione del nostro Pianeta Terra. Resto del pomeriggio a disposizione per relax o per attività a carattere facoltativo. Pernottamento.

Sossusvlei
Questa valle dove il fiume Tsauchab scompare tra l’argilla bianca alla base di alcune tra le dune più alte del mondo, è una delle attrazioni turistiche più spettacolari della Namibia. 
Le dune si stendono a perdita d’occhio e le loro ricche colorazioni variano dall’albicocca al rosso e all’arancio vivo. Tre dei punti più belli nella zona di Sossusvlei sono: Hiddenvlei, a breve distanza dal parcheggio 2x4, Deadvlei, così nominata a causa degli scheletrici tronchi di antiche acacie che si trovano al centro della secca piana e Sossusvlei stessa. Se le piogge sono abbondanti, il fiume Tsauchab riesce a scorrere fino alla valle creando un paradiso per gli uccelli acquatici. Anche durante la stagione secca spesso è possibile vedere orici, antilopi saltanti e struzzi che si nutrono della sparsa vegetazione lungo i corsi d’acqua. Il Nara!, un frutto simile allo Tsamma, melone che si trova in questa zona, viene mangiato per il suo contenuto d’elementi nutritivi e di liquido.

Le Dune Del Namib
Le dune del Namib si estendono a sud, dall’Orange al Kuiseb River, (nella zona nota come dune sea o “mare di dune”) e a nord, da Torra Bay nel parco della Skeleton Coast fino al fiume Cuoca in Angola. Sono composte da variopinte sabbie di quarzo ed hanno sfumature che vanno dal color crema all’arancio, al rosso e al viola. A differenza delle antiche dune del Kalahari, quelle del Namib sono dinamiche perché si spostano e assumono forme particolari per effetto del vento. La parte superiore della duna, rivolta in direzione dello spostamento, si chiama pendio di scorrimento ed è qui che la sabbia, cadendo dalla cresta, scivola verso il basso. In questo punto si accumulano le particelle vegetali e i detriti animali che costituiscono la magra fonte alimentare degli abitanti di quest’ambiente e proprio per questo motivo vi si concentrano quasi tutte le forme di vita esistenti sulle dune.

Dune Paraboliche
Nella parte orientale del mare di dune e nella zona di Sossusvlei le dune sono classificate come paraboliche o multi cicliche e sono il risultato delle condizioni variabili del vento. Sono le dune più stabili del Namib e come tali, anche le più ricche di vegetazione.

Dune Trasversali
Nei pressi della costa a sud di Walvis Bay si trovano invece le dune trasversali, ossia lunghe formazioni lineari perpendicolari ai venti che soffiano da sud-ovest, quindi orientate verso nord e nord-ovest.

Dune Seif
All’interno del Parco del Namib, la zona di Homeb è caratterizzata dalle imponenti dune lineari seif, enormi increspature di sabbia orientate da nord-ovest a sud-est. Raggiungono i 100 metri d’altezza e distano all’incirca un chilometro l’una dall’altra, come risulta evidente anche dalle fotografie scattate dai satelliti. Sono formate dai venti stagionali: in estate, quando prevalgono i venti meridionali, la parte superiore rivolta in direzione dello spostamento si trova sul versante nord-orientale, mentre in inverno, quando i venti soffiano nel senso contrario, essa si sposta sul versante sud-occidentale.

Dune A Stella
Nelle aree esposte ai venti provenienti da tutte le direzioni si formano le cosiddette dune a stella, chiamate così perché hanno crinali multipli che, se osservati dall’alto, ricordano la forma delle stelle.

Barcane
Nella parte meridionale dello Skeleton Coast Park e nella zona a sud di Luderitz prevalgono le dune chiamate barcane: create da venti unidirezionali, sono le dune più mobili in assoluto e, quando si muovono, assumono la forma di una mezzaluna con le punte rivolte in direzione dello spostamento. Sono queste le dune che stanno lentamente divorando la città fantasma di Kolmanskop, vicino a Luderitz, e sempre di questo tipo sono le famose “dune ruggenti” della Skeleton Coast settentrionale, chiamate così per via del suono provocato dall’aria espulsa dagli interstizi presenti tra i granelli di sabbia. Il suono è udibile soprattutto nelle calde ore del pomeriggio.

Dune A Collinetta
Notevolmente più piccole delle altre, queste dune si trovano radunate in gruppi sulle distese pianeggianti vicino alle fonti d’acqua. La sabbia si raccoglie intorno alla vegetazione – in genere è sufficiente un ciuffo d’erba – ed è tenuta ferma dalle radici della pianta in modo da formare un cespuglio sabbioso. In genere queste dune non superano i 2-3 metri d’altezza.

Le Comunità Delle Dune
Nonostante il loro aspetto spoglio, le dune del Namib ospitano un ecosistema complesso in grado di vivere grazie all’umidità portata dalle frequenti nebbie. Queste sono causate dalla condensazione quando i freddi e umidi venti marini, influenzati soprattutto dalla corrente del Benguela dell’Atlantico meridionale, incontrano il caldo secco che sale dalle sabbie del deserto. Questo fenomeno occorre di notte e origina spesso nebbie mattutine che in genere si dissolvono con il caldo del pomeriggio. Sott’acqua la corrente del Benguela, ricca di azoto, favorisce la presenza di colonie di plancton che attirano numerosi pesci che, a loro volta, fanno da cibo per gli uccelli e i mammiferi marini della costa. In nessun altro luogo della terra la vita riesce ad affermarsi in condizioni tanto ostili: questa sorta di miracolo è possibile grazie soprattutto ai semi e alle particelle di piante depositati dal vento e all’umidità portata dalla nebbia. Nelle pianure ghiaiose vivono struzzi, zebre, orici (gemsbok), antilopi saltanti (springbok), manguste, scoiattoli di terra e altri animali come lo sciacallo, il caracal e la iena bruna. Se le piogge sono abbondanti i semi germogliano e la ghiaia arida si trasforma in un prato di erba alta anche un metro pullulante di animali. Nella sabbia vivono molte piccole creature e basta anche una breve passeggiata per riuscire a scorgere le tracce di questa comunità adattatasi così bene all’ambiente. 

Di giorno le temperature in superficie possono raggiungere i 70ºC, ma nella parte sottostante i granelli di sabbia sono separati da ampi spazi nei quali l’aria circola liberamente e molti di questi piccoli animali trovano qui fresco rifugio. Quando poi arriva il freddo della notte, essi approfittano del fatto che la sabbia trattiene parte del calore assorbito di giorno per crearsi un caldo riparo. I luoghi migliori per osservare la vita nel deserto sono Sossusvlei e le dune del sud di Homeb, sul Kuiseb River. 

Il mattino presto provate a cercare i segni di quanto è accaduto durante la notte: riuscirete a distinguere con facilità le tracce di scarafaggi, lucertole, serpenti, ragni e scorpioni. Nelle dune vivono un numero impressionante di coleotteri, ghiotti del materiale vegetale che trovano in quest’ambiente. 

Sesriem Canyon
Molti anni fa il fiume Tsauchab, che sorge nelle montagne Naukluft e Zaris intagliò un canyon in questa zona apparentemente desolata. Il Sesriem Canyon in realtà ospita uccelli, animali e piante perché le sue ripide pareti impediscono l’evaporazione dell’acqua e proiettano fresche ombre sul canyon. Oggi il fiume Tsauchab scorre solo dopo abbondanti piogge. Pare che il nome “Sesriem” derivi dal fatto che i primi visitatori dell’area raccogliessero l’acqua dal fiume unendo sei cinghie per i buoi (“riems” in Afrikaans) per fare in modo che un secchio raggiungesse l’acqua dalla cima del canyon. La parte ovest di questo canyon profondo 30 metri diventa gradualmente più bassa e a un certo punto il fiume si espande e forma una valle lungo il suo corso per Sossusvlei.
CATEGORIA SISTEMAZIONE TRATTAMENTO
Standard Taleni Desert Quiver Pensione completa
Sossusvlei e Deadvlei
 

12° giorno

Deserto del Namib / Deserto del Kalahari 300
Un gradevole trasferimento tra bei passi montani ed ampie vallate ci conduce verso la regione del deserto del Kalahari. Sistemazione in uno dei Lodge della regione. Nel pomeriggio si effettua un safari per ammirare questo bellissimo e fragile eco-sistema. Cena e pernottamento.

Kalahari
Il deserto del Kalahari è una vasta distesa sabbiosa che si estende per circa 520.000 km², è situato sull’immenso altopiano che copre l’Africa australe e si trova ad una altezza media di 900 metri. Copre il 70% del territorio del Botswana e parti dello Zimbabwe, della Namibia e del Sudafrica ed è il quarto deserto al mondo per estensione. Il deserto del Kalahari si trova all’interno di un bacino che porta lo stesso nome e misura oltre due milioni e mezzo di chilometri quadrati arrivando a coprire ben nove paesi africani. Il nome Kalahari deriva dalla parola Kgalagadi della lingua Tswana e significa "la grande sete”. Il Kalahari è un deserto di sabbia rossa, in parte arido e in parte semi arido. Parti del Kalahari ricevono più di 250 mm di acqua piovana ogni anno, mentre la zona veramente arida si trova a sud-ovest, dove ogni anno piovono meno di 175 mm d'acqua, rendendo quest'area un deserto di tipo fossile. Le temperature estive variano dai 20 ai 40 °C, mentre in inverno il clima è secco e freddo, con una temperatura minima che può essere sotto lo zero. Le uniche riserve d'acqua di grandi dimensioni sono costituite dai pan, laghi salati effimeri che si riempiono durante la stagione delle piogge. Tra gli animali che vivono nella regione vi sono iene, leoni, suricati, antilopi e molte specie di rettili e uccelli. La vegetazione è molto variegata e comprende più di 400 specie di piante, ma consiste principalmente di graminacee e acacie. Il Kalahari ospita l'antico popolo nomade dei Boscimani, che si crede vivano in queste terre come cacciatori-raccoglitori da almeno ventimila anni. Vi sono numerosi giacimenti di carbone, rame e nichel e una delle più grandi miniere di diamanti del mondo.

San
I Boscimani o San come preferiscono farsi chiamare, sono gli abitanti più antichi dell’Africa Australe. Sembra accertato dalla scienza ufficiale che i San costituiscano uno dei più antichi rami dell'evoluzione dell'uomo moderno. I San vivevano perlopiù in gruppi nomadi composti di 25-35 persone. Ciascun gruppo si componeva di diverse famiglie. Questa etnia applicava un sistema di divisione delle terre in base al quale ogni gruppo aveva un suo territorio definito, che poteva misurare anche 1000 Kmq. Non vi era una gerarchia politica e non esistevano capi: le decisioni erano prese collettivamente dall’intero gruppo, all’interno del quale avevano diritto di parola tanto gli uomini quanto le donne. Ma non tutti i San vivevano solo di caccia e di raccolta. All’inizio del XIX secolo i San gestivano, infatti, una delle più vaste reti commerciali dell’era pre coloniale, estesa in tutto il Kalahari. L'arrivo delle popolazioni bantu, portò al declino di questo popolo che si aggravò ulteriormente con l’arrivo dei Boeri. Il conflitto con i bianchi è stato particolarmente cruento: i Boscimani erano accusati di attaccare indiscriminatamente il bestiame e di cacciare in zone che ora appartenevano ai coloni, di conseguenza furono perseguitati e addirittura cacciati dai coloni alla stregua di animali feroci. Oggi i San vivono principalmente in Botswana, nel deserto del Kalahari e in Namibia e sono considerati al livello più basso della scala sociale africana perché, non avendo più terra, hanno dovuto abbandonare il proprio stile di vita e di conseguenza la loro cultura. In Namibia vivono nella parte nord-orientale del paese e si suddividono in quattro gruppi: i Naro nella zona di Gobabis, gli !Xukwe e gli Hei//Kom nel Bushmanland occidentale, nel Kavango e nel Caprivi e gli Ju/hoansi (o !kung) nel Bushmanland orientale, numerosi soprattutto nella zona intorno alla città di Tsumkwe. In passato la grande flessibilità della loro società ha aiutato i San a sottrarsi alle conquiste e alle dominazioni di altri popoli, ma al tempo stesso ha impedito loro di organizzarsi per formare gruppi di pressione e quindi rivendicare e difendere i loro diritti.
CATEGORIA SISTEMAZIONE TRATTAMENTO
Standard Kalahari Anib Lodge o similare Pensione completa
Deserto del Kalahari
 

13° giorno

Deserto del Kalahari / Windhoek
Al mattino rientriamo con calma verso Windhoek, la Capitale della Namibia. Il pomeriggio sarà dedicato ad un tour orientativo della città e ci sarà del tempo a disposizione per effettuare gli ultimi acquisti. Pernottamento.
CATEGORIA SISTEMAZIONE TRATTAMENTO
Standard Avani Windhoek Hotel Pensione completa
Windhoek
 
 

Quote a partire da 3.870,00

Date di partenza:  23/09/2018   30/09/2018  07/10/2018  14/10/2018   21/10/2018   28/10/2018    04/11/2018     18/11/2018      02/12/2018     16/12/2018   23/12/2018

Dettagli
 
Tipologia di viaggio: Di gruppo
Lingua: Italiano
Trattamento: Come da programma
Mezzi di trasporto: Aereo; Supertruck; 
Paesi: Namibia; 
Passeggeri: minimo 2
Categorie: Standard; 
Guida: Guida/Autista locale di lingua italiana in Namibia
Peculiarità: Partenze garantite con minimo 2 partecipanti - massimo 14 iscritti
Trasporto: Veicoli Supertruck Overland 4x4 o Land Cruisers o Sprinters o similare a seconda del numero finale dei partecipanti
 
Voli

Voli inclusi: Si
Partenze: dai principali aeroporti italiani via scalo internazionale

Compagnie aeree: Qatar Airways; 
La quota comprende
 
- Tutti i passaggi aerei con voli di linea in classe economica in una specifica classe di prenotazione a spazio limitato e soggetta a nostra riconferma;
- Tutti i trasferimenti in loco con speciali veicoli "Supertruck" overland 4x4 o Land Cruisers o Kombi-Sprinters a seconda del numero finale dei partecipanti;
- Sistemazioni in camere doppie con servizi privati nei lodge/hotel menzionati nel programma di viaggio o similari;
- 2 notti in campo tendato mobile nel Damaraland in tende di lusso con servizi privati annessi;
- Trattamento di pernottamento e prima colazione durante tutto il viaggio;
- 12 pranzi, 9 cene
- Autista/guida selezionate di lingua italiana per tutta la durata del viaggio;
- Visite ed escursioni menzionate nel programma di viaggio;
- Set da viaggio

Il tour "Meraviglie della Namibia" prevede una possibile condivisione con altri operatori turistici italiani
La quota non comprende
 
Pasti non menzionati, bevande, tasse aeroportuali (circa Euro 330 / 580 a seconda delle compagnie aeree utilizz ate), mance, extra di carattere personale, spese di prenotazione (Euro 90 per adulto, Euro 45 per bambino), polizza Multi-rischi Allianz da calcolarsi sul prezzo finale del viaggio e quanto non espressamente menzionato
 


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